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Tecniche di sopravvivenza domestica (ovvero come annaspare in settimana per rilassarsi nel weekend)

Vi capita mai di dire “non ce la faccio più, non riesco a stare dietro a tutto, adesso stramazzo!”?!

A me capitava spesso e mi continua a capitare, anche ora che la gestione del lavoro e degli orari è nelle mie mani e in quelle di nessun altro.

Anzi, vi dirò che mi capita maggiormente adesso, perché guardate che gestirsi il tempo e le giornate al di fuori della routine e della quotidianità scandita dagli orari d’ufficio, non è cosa semplice.

Non lo è affatto.

Partiamo dal fatto che, pur non essendo più assunta alle dipendenze di un datore di lavoro (con gli occhi di oggi, dico “E meno male!”), ho realizzato il mio ufficio e trascorro le mie giornate aiutando mio marito nella sua attività che, tenendolo fuori casa dalla mattina alla sera e dividendolo tra viaggi in auto e clienti, necessita di un contributo umano per la gestione dei clienti e delle incombenze: quel contributo umano sono io e, credetemi sulla parola, talvolta lavorare con il proprio marito è una gran rottura di palle.

Però mi piace, io e lui siamo una grande squadra e la libertà di gestire il lavoro di entrambi in maniera autonoma mi consente di riuscire ad integrarlo ed intervallarlo nei momenti meno impegnativi con i miei nuovi progetti legati ad Insolitamentemamma.

Insomma, non esiste più il cartellino da timbrare, ma esistono maggiori responsabilità ed orari altalenanti che spesso sono più restrittivi rispetto a quelli di un anno fa.

In linea di massima la giornata è scandita in maniera metodica: sveglia alle 6,30 – colazione (che di solito consiste in un biberon al Nic bevuto direttamente nel letto e uno yogurt o una barretta confezionata ingurgitata in piedi per me) – un occhio veloce al telefono per verificare che tutto sia ok (di solito gli haters colpiscono nella notte, così me li ritrovo la mattina come grandioso buongiorno) – ci prepariamo per l’asilo, dove talvolta è mio marito ad accompagnare il Nic – in ufficio prima delle 9,00 – mattina dedicata alle attività di mio marito mentre lui si scapicolla da un cliente all’altro come una trottola – pranzo veloce, quando posso da mia mamma – riprendo il lavoro e lo intervallo dedicando del tempo al blog – vado a prendere Niccolò all’asilo – porto Niccolò a trascorrere un’oretta con i nonni mentre io vado in palestra (ormai raramente, e si vede!) oppure faccio qualche commissione come il fruttivendolo, il supermercato o altro (le crostate sono spesso terapeutiche, oltre che buonissime) – mando mio marito a prendere Niccolò e, appena rientra in casa, si occupa dello spassoso compito di portare fuori la pattumiera.

Nel corso della giornata, dunque, la casa è abbandonata a sè stessa.

Tuttavia riesco sempre a preservarne la dignità ed è assai raro che ci si trovi del disordine, al rientro.

Se ripenso a quanto fossi caotica alcuni anni fa, guardandomi ora probabilmente non mi riconoscerei. 

Tanto per intenderci, prima ero una di quelle che usava la sedia in stanza come appendiabiti e che rimetteva a posto solo quando il peso sullo schienale la faceva cadere e che “cosa faccio a fare il letto se tanto stasera lo devo disfare per dormirci?!”.

Adesso non esco di casa senza aver rifatto i letti e riordinato i giochi sparsi dal Nic: credetemi, uscire la mattina con la casa in ordine è già un grandioso passo avanti e rientrarci la sera trovando ordine ed armonia è parecchio gratificante (sempre se mio marito non rientra prima di me a generare il caos). Nulla di traumatico, per riuscirci: è sufficiente svegliarsi dieci minuti prima la mattina.

Una volta rientrata a casa dedico del tempo a Niccolò, prima di avventurarmi in cucina.

Finita la cena sistemiamo velocemente la cucina e ci dedichiamo a Niccolò!

[Lo so, penserete che faccio tutto io ma non è affatto così! Mio marito non si vede, ma c’è. Eccome se c’è!]

Comunque, ridendo e scherzando, si è fatta sera e posso finalmente stare sul divano con la mia famiglia a rilassarmi e a guardare un bel film, leggere un libro o semplicemente vegetare fissando il vuoto quando capita che mi accascio incapace di fare qualsiasi altro minimo sforzo.

Per noi è fondamentale organizzare le attività domestiche in modo tale che il fine settimana, unico momento in cui l’intera famiglia è riunita e spensierata, non ci si debba dedicare a nulla all’infuori dell’essere felici. 

Perché, se è vero che anche nel weekend c’è sempre e comunque qualcosa da fare (con un cane in famiglia, almeno l’ennesima lavata ai pavimenti non ce la leva nessuno), capirete che c’è una bella differenza tra il dover sbrigare due o tre faccende e il dover, invece, pulire e rassettare l’intera casa da cima a fondo.

In tutto questo il contributo di mio marito è fondamentale: se, da un lato, è vero che molte delle faccende domestiche me le gestisco io ma solo per una mia profonda mania di controllo ed una sua oggettiva assenza da casa per molte ore, dall’altro devo ammettere che la sua presenza è forte e costante e che molto spesso non sarei in grado di farcela senza il suo essenziale aiuto, fosse anche in piccole cose che in realtà sono alla base di una complessa organizzazione ad incastro in cui se togli una vite crolla il grattacielo.

Poi, certo, ognuno si gestisce come meglio crede e ciò che calza alla perfezione per me magari stride per altri, ma io trovo che ottimizzare e centellinare i tempi in settimana al punto da avere il fine settimana libero sia davvero gratificante ed appagante, oltre che rigenerante per riprendere la settimana con la giusta dose di riposo alle spalle.

E voi, insieme alla vostra famiglia, come gestite le attività domestiche?

Se siete alla ricerca di dritte e consigli per sopravvivere ai ritmi frenetici di questa pazza vita, sappiate che sulla pagina Facebook di Acutil Donna Life siamo in tantissime, alla ricerca non solo di trucchi ma, talvolta, anche soltanto di una spalla su cui poggiarci, magari per fare due risate o per tirare un sospiro e dire: e anche questa giornata è andata!

Post in collaborazione con Acutil Donna Life

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