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Meningite: la migliore arma di difesa è il vaccino

Io non credo alle coincidenze, dunque non considero un caso il fatto che mi sia stato chiesto di tornare a parlare di meningite e di vaccini, a un anno di distanza dalla volta precedente, scrivendo anche stavolta da un lettino in riva al mare, stando sotto l’ombrellone.

Perché, come vi avevo già detto, è su una spiaggia affollata della Riviera Romagnola come questa da cui sto scrivendo che, all’età di sei anni, mio marito ha rischiato la pelle a causa di una meningite batterica fulminante.

Osservo la gente che passeggia sul bagnasciuga, mi immagino che lavoro faccia, dove viva, se sia felice.

Osservo i bambini che rincorrono le onde, che giocano con le conchiglie, che si rotolano nella sabbia.

Osservo mio figlio e sorrido.

Mi viene un flash, per un attimo mi disconnetto dalla realtà e penso a cosa stesse facendo mio marito ventisei anni fa, su una spiaggia come questa, quando all’improvviso cominciò a stare male fino a ritrovarsi, poche ore dopo, ricoverato in ospedale con una diagnosi di meningite batterica fulminante che, per le condizioni in cui versava, aveva il vago e terrificante suono di una condanna a morte.

Mi riconnetto con la realtà e mi metto a scrivere, perché da qualche parte ho bisogno di far defluire la tensione provocata da questi pensieri pesanti.

Ultimamente si parla tanto di obbligo vaccinale e si contesta, per l’appunto, principalmente questa condizione di obbligatorietà di determinati vaccini poiché considerata alla pari di un abuso di potere: Niccolò è vaccinato contro i ceppi di meningococco B e C e, in ambedue i casi, si tratta di vaccini che in virtù del suo anno di nascita e sulla base del calendario vaccinale, sono raccomandati ma esenti da obbligo.

Sono una mamma, una moglie, una libera professionista.

E ho un blog, sul quale scrivo cose che la gente legge.

Scrivo, dunque, la mia personale opinione sull’importanza dei vaccini ed in particolare su quelli antimeningococco sulla base della mia esperienza personale.

Così come fanno le “Mamme contro la meningite” attraverso una straordinaria campagna di sensibilizzazione che vi suggerisco caldamente di curiosare sul sito www.mammecontrolameningite.it.

E scrivo queste righe perché mi capita spesso di trovarmi a rispondere in privato alle domande di molte di voi che, sapendo della fermezza con la quale ho scelto di sottoporre mio figlio Niccolò ai vaccini antimeningococco – pur rientrando per lui solo come vaccini raccomandati ed esenti dunque da obbligo di legge – mi chiedono maggiori informazioni sia di carattere burocratico (costi, tempistiche ecc, che variano da regione a regione) che di carattere pratico (entità del dolore, accorgimenti pre e post vaccino, eventuali fastidi in sede di somministrazione).

I vaccini antimeningococco sono vaccini sicuri.

La meningite, invece, non è affatto sicura ed è ben necessario tenercisi il più alla larga possibile con qualsiasi mezzo a nostra disposizione. Vaccini inclusi.

Che cos’è la meningite meningococcica?

La meningite meningococcica è una grave infezione delle tre membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, causata da diversi tipi di batteri meningococcici.

Quali sono i sintomi iniziali della meningite meningococcica?

I sintomi più frequenti sono febbre, vomito, mal di testa, rigidità al collo, sensibilità alla luce, letargia, eventuale eruzione cutanea con macchioline rosso vivo che non svaniscono alla pressione.

I bambini più piccolo possono inoltre manifestare diarrea, perdita dell’appetito, irritabilità e pianto.

Quali sono le potenziali conseguenze della meningite meningococcica?

La meningite meningococcica può spesso svilupparsi molto rapidamente ed evolversi con esito fatale, nonostante il tempestivo intervento medico e il trattamento con adeguate cure, nel giro di 24/48 ore e con un tasso di mortalità del 10%.

Significa che ogni dieci persone che contraggono la meningite meningococcica, una muore.

Le altre nove, per inciso, nel 10/20% dei casi subiscono amputazione, danni cerebrali, perdita dell’udito o disturbi dell’apprendimento.

In sintesi, dunque, ogni dieci persone ce ne sono tre che ci rimettono la salute in maniera permanente. Il trenta per cento. Trenta su cento. Trecento su mille. Tremila su centomila. Tantissime, comunque lo si voglia scrivere o lo si voglia leggere.

Ecco perché mi ostino nel definire mio marito un miracolato.

Da questa prospettiva, tra l’altro, stando a quanto abitualmente mi trovo a leggere qua e là su Facebook con gli occhi che mi sanguinano, potrei buttarmi nella mischia di quelli che commentano i contenuti altrui scrivendo, come va tanto di moda per il morbillo, “mio marito l’ha avuta e non è mica morto”.

Eh già.

Mio marito per fortuna non è morto perché rispetto ad altri casi è stato molto ma molto fortunato e proprio per questo (e per tutte le procedure straordinarie e dolorose che ha sperimentato sulla sua pelle da bambino) ha deciso di far vaccinare nostro figlio Niccolò e di far vaccinare anche noi e le nostre famiglie.

Mio marito è stato fortunato, ma purtroppo non sempre è così.

Lo sa bene il Presidente del Comitato Nazionale per la Lotta alla Meningite, Amelia Vitiello, che nel 2007 ha perso dalla mattina alla sera sua figlia di soli 18 mesi a causa di una meningite fulminante, in un periodo in cui in Italia non era ancora approdato il vaccino antimeningococco. Al recente Mammacheblog, durante un incontro con il Dottor Piercarlo Salari, ha portato la sua toccante testimonianza lasciando senza fiato tutti i presenti, nessuno escluso.

La meningite meningococcica è una malattia subdola, spesso asintomatica, che ti si palesa con la banale sintomaticità di una stupida influenza ma ha talvolta la terribile capacità di evolvere nel giro di poche ore in qualcosa di estremamente pericoloso e, purtroppo, a volte tragicamente mortale.

Ecco perché il vaccino deve considerarsi una scelta di vita.

Ed ecco perché io ho scelto di vaccinare.

“Se la prevenzione funziona, non si vede!” – Dottor Piercarlo Salari

Vi lascio qui di seguito una lista di link ufficiali sui quali vi potete documentare ed informare in maniera consapevole sull’importanza dei vaccini e su tutta una serie di dati e statistiche che possono esservi di grande utilità. 

Risorse online:

Siti istituzionali:

*Post in collaborazione con Educom

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