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Una pecorella smarrita di nome Lapo (Elkann)

Confesso di aver riso, come credo quasi tutti gli italiani, alla vista di alcune delle migliaia di immagini fotomontate e più o meno politically correct che girano in rete riferite alla vicenda che da ieri è sulla bocca di tutti: l’ultima colossale cazzata di Lapo Elkann.

Ho riso eh, ho riso tanto.

Tipo per questa.

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O questa.

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E anche per questa.

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Ma la verità è che provo tanta pena per lui.

Una persona tanto economicamente fortunata che nella vita avrebbe potuto fare qualsiasi cosa e che invece non ha fatto altro che dimostrare al mondo intero, per l’ennesima volta e come se ce ne fosse ancora bisogno, che i soldi non fanno la felicità.

I soldi non comprano gli affetti ed è per questo che poi si finisce col rimanere soli, circondati di ogni bendiddio ma con un pugno di mosche in mano.

E credo sia proprio quello che è successo a Lapo, partito per New York solo come un cane e con il solo scopo di sballarsi oltre ogni limite, in compagnia di una prostituta transessuale e di cocaina a volontà in un triste appartamento di una casa popolare.

Neanche nell’attico del Plaza o del Four Seasons, ma in un tristissimo appartamento.

Triste quanto questa vicenda, per come la vedo io.

Poi ognuno è libero di indignarsi, schifarsi, disgustarsi e lamentarsi quanto vuole, ci mancherebbe altro, ma io non riesco a fare altro che provare pena.

Dal lato materno, invece, non nego di essere assai perplessa. Cinicamente perplessa.

Ma come è mai possibile che dalla stessa famiglia siano venuti fuori due figli tanto diversi come Lapo e John?! Il surrogato del demonio e il figlio perfetto, il diavolo e l’acqua santa, il bianco e il nero, la botta di culo e la sfiga più nera.

Prima di fare un altro figlio voglio sottopormi a dei test genetici.

Non si sa mai.

Categorie: Diario

2 commenti su “Una pecorella smarrita di nome Lapo (Elkann)”

  1. Anche a me fa soltanto una grande enorme pena.
    Come mi hanno fatto una grande, enorme pena tutti i tossici che ho conosciuto, amici anche, che hanno preso strade disastrate. A metà anni 70 ero adolescente, erano gli anni dell’eroina, amici ne ho anche preso…
    Per questo provo pena, per quest’uomo di 39 anni….
    Emanuela

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