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Ritorno alle origini

Siamo in un periodo in cui, quando si incontra qualcuno, la domanda più gettonata è: “Allora, quest’estate dove vai di bello in vacanza?”

Beh, io si può dire che ritorno alle origini.

Isola del Giglio, Toscana.

Nota ai più per il disastro della Costa Concordia e di Capitan Schettino, affettuosamente soprannominato “il coglione”.

Io, su quell’isola, ci ho lasciato un pezzo di cuore.

È un posto di cui mi sono innamorata e dove credo tornerò molte altre volte.

Parlo di “ritorno alle origini” perché la prima volta che ci sono stata avevo un anno e mezzo.

Se fate il conto, essendo io nata il 17 gennaio mentre il Nic l’1 febbraio, in poche parole ci sono stata alla stessa età che avrà il Nic questa estate.

Dunque non ricordo molto di quella vacanza. Anzi. Non ricordo proprio un fico secco.

Ma ho delle foto. Tante foto. Bellissime foto.

Foto piene di gioia, felicità e amore (e vestiti orribili).

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E, galeotte furono le foto distrattamente sfogliate da bambina, sono riuscita a convincere i miei genitori a riportarmici quando avevo 12 anni.

Mi sono innamorata di nuovo.

E, stavolta, ricordo tutto: le camminate al faro al tramonto con mamma e papà, il gatto che veniva tutti i giorni ad elemosinare cibo fuori dalla finestra della cucina, mio padre che stranamente non sbraitava contro il gatto minacciandolo di morte se non si fosse levato dalle balle, il letto a castello dipinto di rosso su cui dormivo io (ovviamente sopra, anche se sotto non c’era nessuno), l’insalata coi pomodorini a pranzo, la mia prima scottatura, l’eritema, il mio primo e fantozziano costume a due pezzi ascellare.

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Così, due anni fa, ho deciso di tornarci.

Per la terza volta.

Ero nostalgica, volevo tornare in quel posto che tanto mi aveva rubato il cuore tanti anni prima.

E di nuovo è stato amore.

Stavolta un amore ancora più profondo, un amore adulto e consapevole.

Ero con tutta la mia famiglia: marito, mamma e papà, fratello e cognata.

E lenticchia.

Ero incinta di Beatrice (sì, gente. Niccolò era Beatrice. Il pisello si è palesato solo a settembre per cui abbiamo passato l’estate con la convinzione di aspettare una bambina. Il ginecologo ancora non l’ho perdonato).

Avevo addosso una vitalità incredibile. Ero raggiante. Ero felice. Ero innamorata.

Ed ho trascorso la vacanza più bella della mia vita.

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Per cui, quando un mese fa marito mi ha detto “Prenotiamo le vacanze! Non aspettiamo all’ultimo!”, io in cuor mio avevo già deciso dove saremmo andati.

Isola del Giglio. Di nuovo.

Abbiamo prenotato, insieme a mio fratello e mia cognata, una bellissima casa con giardino ad uno schiocco di dita dal mare.

Perfetta per il Nic, per le sue prime corse in spiaggia, le sue prime grigliate all’aperto, le sue prime abbuffate di sabbia.

Sto già assaporando il silenzio, il rumore del mare, il faro (avete presente il finale di “Scusa ma ti voglio sposare”? E’ lui!), il pescatore sotto casa con il pesce fresco, le passeggiate sugli scogli al tramonto, i riflessi della luna sul mare.

Non vediamo l’ora di caricare la macchina, scendere su quella piccola e tranquilla isola ed innamorarci un’altra volta.

Con la consapevolezza che anche stavolta sarà la vacanza più bella della nostra vita.

L’ennesima di una lunga serie.

Perché non esiste cosa più bella che ascoltare il proprio cuore e scegliere ciò che ci fa stare bene, che ci rende sereni.

Che ci rende felici.

Ed io, all’Isola del Giglio, ho trovato un angolo di felicità.

 “Và dove ti porta il cuore”

Categorie: Diario
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