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Mi piace?! Oh, Yess! Anzi, Yezz!

Credo che questa sia la recensione più veloce della storia: una settimana di passeggino, e già fremo dalla voglia e dalla necessità di raccontarvi quanto lo Yezz di Quinny mi abbia gasata al punto da essere qui, dopo solo pochi giorni, a fornirvi i miei commenti a caldo e a spiegarvi il perché sia tanto entusiasta e smaniosa di parlarvene.

È bastata una foto su Instagram per scatenare la vostra curiosità, con tantissimi messaggi che mi chiedevano maggiori informazioni sullo Yezz.

Allora, andiamo con ordine.

Anzitutto, una volta tirato fuori dalla scatola, ho impiegato esattamente tre minuti netti a montarlo senza nemmeno estrarre le istruzioni dal cellophane. E non perché sia particolarmente brava. Anzi. La pazienza non è proprio la mia più grande virtù e di solito ho un’autonomia di trenta secondi, durante il montaggio di qualsivoglia oggetto, prima di cominciare a cantare l’Aida a suon di invettive. Ad oggi, nessun passeggino da me utilizzato è mai uscito indenne dalla fase di assemblaggio senza essersi sorbito la mia ira funesta. Nessuno, tranne lo Yezz. E già capite perché mi piace.

Molto bene.

Una volta montato un passeggino, però, di solito seguono venti minuti di perplessità (seppur davanti al manuale delle istruzioni) prima di capire la sequenza ed i passaggi di apertura/chiusura dello stesso. Anche in questo caso, ce l’ho fatta ad occhi chiusi. È presente una sola leva su tutto il passeggino, un gioco da ragazzi. Si apre e si chiude con una mano, in una sola mossa. A prova di imbecille. Entusiasmo che cresce a dismisura.

quinny-yezz

Lo Yezz è leggerissimo, ma non come gli altri che fingono di esserlo e poi non lo sono: pesa 5,6 kg, praticamente un passeggino fotomodello.

È dotato di manico unito e ruote skate con cuscinetti a sfera, il che significa che ha una fluidità di movimento senza paragoni e che si spinge con un dito (a tal proposito, vi suggerisco di inserire il freno anche in presenza di impercettibili pendenze perché altrimenti spicca il volo come un deltaplano e non lo fermate finché non raggiunge un muro, un platano, un’auto in sosta o le tibie di qualche passante).

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Il maniglione, oltretutto, ha una forma ergonomica che lo rende adatto a qualsiasi altezza. Per me, che sono discretamente alta, significa salvarmi da gobba certa.

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È estremamente compatto, tanto da renderlo sorprendente una volta chiuso: ingombra pochissimo (io lo tengo sotto il letto), sta in piedi da solo ed è dotato di una tracolla elastica che consente di trasportarlo sulla spalla come uno zaino (quello dei Gormiti di vostro figlio che frequenta la terza elementare di sicuro pesa molto di più).

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La seduta ha la comodità e l’estetica di un’amaca: viene voglia di sedercisi sopra perché ispira una grandiosa comodità. Il Nic in effetti non sembra disdegnare.

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Sullo schienale è presente una sacca portaoggetti da 2 kg di capacità: niente male per un passeggino tanto compatto.

La capottina è sufficientemente spaziosa, diciamo che rientra nella norma.

L’unica pecca dello Yezz è lo schienale non reclinabile, ma come dico sempre io non si può avere tutto dalla vita.

Lo trovo davvero un passeggino altamente performante ed estremamente pratico e comodo, oltre che dal design particolare ed accattivante, al punto da avermi portata a parlarne così presto per il tanto entusiasmo che ha suscitato in me.

Lo promuovo a pieni voti, lo Yezz è il passeggino giusto per chi vive in città, per chi ama viaggiare o più semplicemente anche per chi è stanco del solito passeggino.

Mi piace?! Oh, Yess! Anzi, Yezz!

[La domanda più gettonata che mi avete posto è stata: “Lo consiglieresti ad una cara amica?”. La risposta, assolutamente sincera, è “Assolutamente SÌ!]

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