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La posta del cuore

E’ davvero strano il mondo.

Ricevo ogni giorno tantissime mail da parte di chi mi segue sui social o su questo blog: la maggior parte sono (menomale) delle semplici congratulazioni o dei semplici complimenti che, tra l’altro, non credo di meritarmi ma, alle volte, sono dei tonfi al cuore.

Mi emoziona pensare che al mondo ci sia qualcuno che trova conforto o che si sente meno solo semplicemente grazie alle mie foto o a quello che scrivo. E’ qualcosa che mi lusinga e che mi riempie il cuore.

Tante volte ci si sente maggiormente a proprio agio a sfogare i propri problemi e a raccontarli ad una perfetta sconosciuta, forse perché ci si sente liberi di raccontare senza il timore di essere giudicati.

E spesso è proprio così.

E allora mi trovo a scrivere queste righe perché penso che ve le meritiate.

Penso che se le meriti Alessia, che sta vivendo l’esperienza più sconvolgente che esista al mondo: la perdita di un figlio. Un aborto spontaneo, a pochi giorni da un test di gravidanza che l’aveva portata al settimo cielo e che con la stessa prepotenza l’ha scaraventata in un baratro da cui è tremendamente difficile uscire. Ti aggrappi, lotti, sali di un metro e perdi la presa, e riprecipiti nel vuoto. E allora ci riprovi ancora, e ancora, finché il sole non torna finalmente a splendere.

E Melissa, che sta lottando al fianco del suo fidanzato, malato di cuore, perché quando il mondo sembra le stia crollando addosso riesce a trovare la forza di sorridere, accoccolandosi a guardare le foto del Nic abbracciata al suo fidanzato, magari dopo un lungo ed estenuante intervento chirurgico.

E Michela, che non trova pace da quando ha scoperto che suo figlio soffre di una rarissima patologia congenita, e vive alla giornata cercando di rendere straordinaria la vita di suo figlio, per quanto breve pare possa essere.

E Sonia, perché suo figlio non mangia e spera che con i miei inutili consigli possa accadere il miracolo di vedere un piatto svuotato.

E Chiara, che non dorme la notte perché suo figlio soffre di pavor nocturnus.

E Martina, che è indecisa sul passeggino da acquistare e vorrebbe tanto il mio parere.

E Alessandra, perché ne ha le palle piene delle mamme che al nido la fissano senza ritegno per i suoi evidenti problemi di sovrappeso.

E Federica, che dopo anni di vani tentativi ha smesso di provarci e deve fare i conti con la consapevolezza che non diventerà mai mamma.

E Giuliana, che non sa come raccontare a suo marito che ha perso il lavoro, perché si vergogna e si sente un fallimento.

E Marta, perché ha scoperto di essere incinta, ma diciassette anni sente che sono davvero troppo pochi per diventare mamma. Non ci si vede proprio a stringere tra le braccia un bambino, ma è minorenne ed è terrorizzata al pensiero che i suoi genitori possano sbatterla fuori di casa o che il suo fidanzato la possa lasciare, sentendosi un alieno al solo pensiero di diventare papà.

E Monica, Cristina, Alice, Elisa, Francesca, Giovanna e tutte voi, che avete scelto me per confidare un segreto, sfogare un momento di rabbia, chiedere un consiglio, raccontare un problema, cercare conforto.

A tutte voi, perché avete riposto in me una fiducia che non penso nemmeno di meritare ma che non intendo in alcun modo deludere.

A tutte voi, perché siete una forza.

A tutte voi, perché abbiate il coraggio e la tenacia di andare avanti, nonostante tutto.

Vi mando un immenso bacio.

[I nomi sono frutto della mia fantasia. I fatti, spesso purtroppo e a volte per fortuna, no. Quelli sono veri]

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