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I capricci non esistono e io non ho la cellulite

Io stamattina sto in piedi con la colla vinilica. Sembro un esperimento malriuscito di un bambino di sei anni che ha deciso di imitare l’ultima opera incartapecorita di Giovanni Muciaccia.

Non ce la faccio.

Alterno sbadigli, stiracchiamenti, sbandamenti nell’andatura a momenti di vaga lucidità in cui realizzo che non ho dormito una sega e ho un maledetto sonno.

Stanotte qualcuno ha deciso che dormire era un fatto accessorio e quindi alle due ha cominciato a lamentarsi. Mi sono alzata, ho provato a calmare Niccolò perché ho supposto avesse appena avuto un incubo, l’ho messo nel lettone accanto a me e mio marito per coccolarlo e consolarlo ma alla fine è successo che si è messo a urlare e scalciare dicendo che voleva giocare con i dinosauri. Un’ora e mezza così, un’ora e mezza sfibrante e interminabile.

Allora, dopo mille parole di conforto e dolci sussurri, in preda all’esasperazione e sopraffatta dalla stanchezza, ho fatto un tentativo: “Niccolò, adesso bisogna dormire, smetti subito di piangere altrimenti domani mattina porto tutti i tuoi giochi agli orfanelli e quando ti svegli non li trovi più!“. Ha smesso di piangere all’istante e si è riaddormentato subito e la cosa mi ha lasciata alquanto perplessa.

In quale misura le sue lacrime erano frutto di un disagio se è bastata una velata “minaccia” per farlo desistere all’istante?

Diciamo che sul discorso dei risvegli notturni potrei aprire un capitolo a parte ma, in linea di massima, sono certa e serena del fatto che derivino da molteplici fattori di malessere come brutti sogni, mal di pancia, rumori improvvisi, sensazione di caldo o di freddo e così via.

Ma l’episodio di stanotte mi ha spianato la strada per affrontare un argomento su cui più volte sono stata redarguita: i capricci.

Non manca occasione in cui, esternando un mio disagio o disappunto verso un determinato atteggiamento di Niccolò, non mi arrivi in tutta risposta l’affermazione che “i capricci non esistono, semmai esistono dei bisogni che il bambino esterna e che il genitore deve capire!”.

Squillo di trombe e rullo di tamburi, gente!

I capricci non esistono!

Abbiamo sbagliato tutto, è una vita che sbagliamo, è dall’alba dei tempi che ci arrovelliamo per trovare una soluzione legale ed eticamente accettabile ai capricci dei nostri figli, quando ecco spiegato perché non ne siamo ancora venuti a capo: perché non esistono!

Prendiamo il caso di ieri, ad esempio, al supermercato, quando al mio terzo no alla richiesta di una scatola di ovetti Kinder afferrati alla cassa, Niccolò ha cominciato a prendersi a sberle in faccia da solo per lo sclero e ha ribaltato metà delle scatole presenti sullo scaffale in cassa. Avrei dovuto capire subito che provava un forte e profondo disagio interiore per la quantità di carta sprecata nella realizzazione degli involucri degli ovetti di cioccolato e al conseguente impatto ambientale, e non stava di certo vaneggiando per il desiderio di sfondarsi di Kinder (che poi un po’ lo capisco, eh).

Oppure prendiamo il caso quotidiano del bagno in vasca: dopo mezz’ora in ammollo, quando le dita sono avvizzite, l’acqua ormai fredda e le labbra vagamente cianotiche, significa che è inequivocabilmente giunta l’ora di uscire.

Di altro parere, neanche a dirlo, è la creatura mitologica che ho messo al mondo e che, per l’occasione, si trasforma in un incrocio tra un’aquila, un t-rex e un anguilla. Urla disumane, calci, pianti e scenate isteriche. Stando alla teoria sull’inesistenza dei capricci, l’unico motivo che mi porta a riflettere sul bisogno di Niccolò di restare ancora in acqua è che sia un anfibio e che io, troppo presa a traumatizzarlo frenando i suoi bisogni, in due anni e mezzo non me ne sia mai accorta.

O, ad esempio, supponiamo che Niccolò si metta ad urlare mentre cerco di legarlo nel seggiolino. Cosa vorrà dirmi? Che è scomodo, che non è di suo gradimento o che preferisce viaggiare seduto sul sedile anteriore? Quindi, cosa faccio, lo assecondo? Tanto al massimo si spacca i denti sul cruscotto ma almeno non lo avrò traumatizzato frenando un suo bisogno, giusto?

Ora, io capisco che fare i genitori sia una roba abbastanza complicata, che ogni esperienza è unica e singolare e che ciò che vale per me non vale magari per la mia amica o per la mia vicina di casa.

Così come capisco che a tutto c’è un limite e che, se da una parte è vero che talvolta una scenata possa nascondere un disagio, è anche vero che non è minimamente accettabile o anche solo vagamente contemplabile assecondare qualsiasi richiesta strillata o scalciata da un bambino.

I capricci esistono, eccome se esistono!

Il difficile è saperli riconoscere. 

Ma ci sono, proprio come la cellulite sulle mie cosce. 

8 commenti su “I capricci non esistono e io non ho la cellulite”

  1. Eccome se i capricci esistono! Provocazioni per capire fino a dove possono provarci… Nervi saldi, nessuno spiegone a cercare di capire….cosa devo capire?, Dove ho sbagliato? Sono provocazioni, messe alla prova. Sono Capricci ed a questi rispostamo ognuno con può e sa. Senza sensi di colpa , per piacere!

    1. Ahahah io zero sensi di colpa, proprio! a volte, magari, se proprio proprio sono stanca e mi sento un mezzo fallimento!

  2. Sono papà di un bimbo di 15 mesi. Io e mia moglie non ci aspettavamo ancora certe sceneggiate alla Mario Marola così presto, invece sono arrivate. Non poche volte ci ha messo in crisi. Troppo piccolo per capire un rimprovero (forse). Troppo piccolo per capire le nostre ragioni. Per di più io sono un papà un po’ troppo apprensivo e mi sono chiesto tante volte cosa voglia comunicarci, ma per fortuna vedo che c’è un mondo la fuori e non siamo soli!!🤣

    1. Il tuo commento da papà, più unico che raro, sappi che vale 1.000 punti ed equivale a 50 commenti di mamme. You win!!! (e grandissimo, che mi leggi!!!)

  3. Ahahahahah!!!! Come mi ci riconosco!
    Altro che “verbalizzare” a tutti i costi, in certe situazioni bisogna trovarsi per capire come ci si sente! Posso dire solo una cosa? Ti stimo, sorella!

  4. Mamma di una bimba di due anni concordo con tutto ciò che hai scritto. Stesse scene per uscire dal bagnetto e tanti risvegli notturni dove chiede di alzarsi e giocare..capricci, puri capricci e tanta calma da parte mia, ma a volte è veramente molto difficile. Come ti capisco.

    1. Pensa che io e la calma viviamo su due pianeti distanti anni luce. Io certi giorni vorrei andare a letto e tapparmi le orecchie, ahahah!

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