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Fate largo, bambino in pista!

Le passeggiate al parco sono un must per le famiglie con bambini: aria pulita, un tripudio di verde, la frescura all’ombra degli alberi, le fontanelle, i bimbi che corrono felici.

Per noi, che abbiamo anche un piccolo bulldozer a quattro zampe da far pascolare, sono quasi una tappa obbligata.

Del resto siamo fortunati, circondati come siamo da una quantità incredibile di parchi e spazi aperti di tutte le dimensioni e varietà per tutti i gusti, da quello modesto dietro casa fino ad arrivare a quello che conoscete un po’ tutti: il mastodontico e suggestivo Parco di Monza.

Figuratevi dunque con che entusiasmo abbiamo accettato di partecipare al primo monoraduno organizzato da Decathlon, ovvero una social challenge in monopattino tutta da ridere.

Anche perché Niccolò aveva già puntato da qualche mese i bimbi che sfrecciavano al parchetto con il monopattino ed aveva cominciato a fare domande su cosa fosse e sul perché lui non lo avesse.

Visto che la sua atleticità rasenta lo zero assoluto, lo abbiamo assecondato con un monopattino a tre ruote perfetto per la sua fascia di età (2/4 anni), sperando che si dimostrasse finalmente all’altezza di una qualche forma di sport o comunque di movimento coordinato, e gli abbiamo piazzato sotto i piedi il monopattino B1 di Decathlon, abbinandone uno anche per noi ed aggiungendoci doverosamente i caschi, così da essere tutti pronti per affrontare la gara contro gli agguerriti team rivali.

Pensando di avere un asso nella manica, abbiamo coinvolto nella gara anche Slash, membro della famiglia a tutti gli effetti ed aitante cane da slitta pronto a condurci alla vittoria.

Ma non avevamo fatto i conti con due nemici: il caldo e gli ormoni.

Già, perché se è vero che Slash si crede un Husky, è altrettanto vero che il suo clima prediletto è quello invernale e, se è vero che Slash è un cane, c’è da mettere in conto che in estate sarà attratto da una quantità di odori da fargli girare la testa.

Morale: noi ci siamo allenati un sacco, diventando il terrore dei parchetti della zona ma, quando è stato il momento di tirare fuori il meglio di noi, abbiamo dato il peggio.

Ed è così che Niccolò ogni sei metri ha fatto il pit stop reclamando una caramella mentre Slash ogni sei centimetri partiva a razzo in preda ai suoi istinti primordiali, attratto da chissà cosa e chissà dove, trainandomi come un sacco di cemento a peso morto per poi asfaltarsi al suolo, ogni cinque minuti, abbattuto dal caldo (considerate che cento metri percorsi alle 9,30 di mattina da Slash equivalgono ad ottanta chilometri percorsi il mezzogiorno di Ferragosto da un pastore tedesco. Tanto per dire).

Due, ora, sono le certezze.

La prima è che per vincere il B1 monoraduno ci vorrebbe un miracolo.

La seconda è che noi con il monopattino ci stiamo divertendo un sacco e continueremo a seminare il panico nei parchetti.

Fate largo, bambino in pista!

E fate attenzione, perché è armato di monopattino!

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