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Alzare la voce è sbagliato. Ma qualche volta lo faccio lo stesso.

Stamattina ho alzato la voce.

Anzi, dire che ho alzato la voce è parecchio riduttivo perché in verità ho urlato facendo vibrare i vetri del soggiorno.

E l’ho fatto anche ieri sera, e la sera prima ancora.

Ho alzato la voce e ha funzionato nell’immediato per interrompere il folle turbinio di capricci isterici che si era impossessato di mio figlio, ma non ha funzionato affatto sulla mia già vulnerabile coscienza.

Mi sono sentita una totale, incommensurabile, fotonica, ipergalattica merda. 

Non è di certo un periodo facile per nessuno di noi, questo, tra lavoro, impegni, scadenze, preoccupazioni, rilevanti dosi di sfiga e un contorno di malumore diffuso. Il sorriso non ci manca mai e siamo una famiglia felice, però capite che qualche down emotivo è più che legittimo per chiunque.

Immagino ne percepisca in qualche modo gli influssi anche nostro figlio, rilevando una certa pesantezza nell’aria che, mescolata al cambio di stagione, trasforma tutto in un motivo per piangere e lanciarsi urlante sul pavimento.

Dico di no alla richiesta di una caramella alle 7,10 del mattino? Lui, urla.

Dico di no alla richiesta di un biscotto alle 19,50 mentre impugno la pentola di cibo da servire in tavola? Lui, urla. E si butta per terra.

Non trova un gioco e gli rispondo “adesso arrivo e lo cerchiamo”? Lui lo vuole subito. Adesso, seduta stante. E quindi urla. E si butta per terra. E si schiaffeggia da solo, innervosito.

In sintesi: piange per niente e urla per ancora meno di niente.

Ovviamente il senso di impotenza davanti a certi atteggiamenti è qualcosa che fatico ad esprimere, anche perché i tentativi di arginare il problema si sono rivelati tutti fallimentari: mediare, analizzare, promettere, corrompere, minacciare, sibilare, canticchiare, sdrammatizzare. Niente da fare.

E allora mi dico che sicuramente sbaglio qualcosa, ma poi penso che a questo mondo di mamme colpite dal senso di inadeguatezza ce ne sono a milioni e che, nella maggior parte dei casi, riescono comunque a tirar su dei figli normali ed esenti da sedute psicanalitiche.

Mi faccio forza, mi do una pacca sulla spalla, penso ai soggetti con prole che popolano gli screenshot del Signor Distruggere e mi dico che no, non sono poi così male.

Nonostante le seghe mentali.

Nonostante le urla che ogni tanto mi partono come i do di petto di Bocelli.

4 comments on “Alzare la voce è sbagliato. Ma qualche volta lo faccio lo stesso.”

  1. Hai descritto perfettamente il mio stato d’animo degli ultimi giorni … mamma di un quasi 4enne che nelle ultime settimane fatico a riconoscere! Mi risponde male, mi sfida, fa i capricci .. ieri esco dalla scuola distrutta dopo che la maestra mi dice che rispetto allo scorso anno è cresciuto, si, ma in peggio: agitato, manesco, non ascolta quel che dicono … non ci ho dormito la notte!
    Mi ha fatto bene il tuo post, circondata da visi angelici e sorridenti su IG avevo bisogno di qualcuno che condividesse la sua realtà!

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